Le campane di San Martino
Piero Arlotti, lo storico di San Martino, mi ha portato oggi con sè in cima al campanile per dare l'annuncio della morte di un parrocchiano, come si usa per tradizione.
Si suona la campana grande, usando la corda e la mano. Per annunciare la morte di un uomo (maschio) si fanno tre serie di 18 rintocchi l'una; per una donna i rintocchi sono 17. Si inizia facendo oscillare la campana fino a quando è possibile fermarla nel suo giro afferrando una maniglia apposita. Si iniziano i rintocchi, usando la corda per "dare l'onda" alla campana, che si ferma poi con la maniglia. Fra un rintocco ed un altro si recita un Requiem per il defunto. Questo serve anche per dare un giusto ritmo ai rintocchi. Questo annuncio è dato tradizionalmente fra le 11 e le 12 del giorno precedente il funerale.
Alle 12 si suona l'Angelus. Sono 12 rintocchi per ricordare a tutti l'avveniimento dell'Incarnazione nell'ora in cui la Vergine Maria ricevette l'annuncio dell'Angelo e pronunciò il suo sì.
Dalla cella campanaria, come accade in tutti i campanili del mondo, si vede un pnorama stupendo, che a San Martino varia dal litorale adriatico da Rimini a Cattolica alle dolcissime colline verso San Marino e la Romagna interna.
Le campane durante il Fascismo furono staccate e portate via a fini bellici essendo fatte di bronzo. Nel primo dopoguerra una semplice campanella montata su un tralicco di legno chiamava alla funzioni religiose. Ricostruto il campanile, frono montate tre campane, una delle quali, la piccola, è la copia fedele di una campana fusa nel 1913.
Speriamo che in futuro ci siano ancora preti, campanri e storici.